Ventottesima puntata di Alina canterina

STORIA DI ALINA CANTERINA, DEI SUOI SIMPATICI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

TRE SQUADRE IN RICERCA – VENTOTTESIMO CAPITOLO

Nel frattempo Mamma Milù con i figli e Zeno il zanzarone al seguito, era corsa da  zio Muzio per raccontargli del sogno. Lì, trovò anche Mellom, Limone e Cunegonda la gazza.

Zio Muzio, zio Muzio! Ho sognato Alina stanotte! Credo sia in terribile pericolo!- Disse quasi gridando Mamma gatta mentre entrava nell’  ”Ufficio Gatti smarriti”.

Cara Milù hai sognato di scalare una montagna ed era notte? – rispose zio Muzio guardandola fissa.  Milù sbarrò i suoi grandi occhi grigioverdi.

E… Alina saliva sopra una roccia e cantava?- Continuò Mellom con aria interrogativa.

…Poi c’era una strana donna in cielo che diceva frasi incomprensibili…. – aggiunse Limone dilatando le pupille per la meraviglia.

…E un figuro nero con lunghi artigli, voleva farle del male? – finì Cunegonda con voce stridula.

Si guardarono l’un l’altro sbalorditi! Ma come!?  Avevano fatto tutti il medesimo sogno, durante la stessa notte!?! Non era possibile! E soprattutto, cosa voleva significare?

“…Si guardarono l’un l’altro sbalorditi! Ma come!?  Avevano fatto tutti il medesimo sogno, durante la stessa notte!?!…”

    Zio Muzio si ricordò del terribile incontro con la maga di Piazza Bra e affermò con decisione: – La donna che abbiamo visto apparire nel cielo è la terribile Maga Bumà!     Ci vuole dire che presto troveremo Alina … Ma c’è un pericolo in agguato! –

Credi davvero?- chiese il topo sbalordito. – E dove potrebbe essere quella montagna ?- continuò  Limone riprendendo il suo atteggiamento da detective.

 â€“ La Montagna… – rispose zio Muzio sovrappensiero.  Poi riprese:– …Credo sia il simbolo di tutte le difficoltà  che abbiamo dovuto superare e che ci aspetteranno prima di incontrare di nuovo Alina. Bisogna invece concentrarci sul luogo di pietra, dove abbiamo visto Alina cantare in mezzo a tanta gente – concluse.

Ho un’idea! Venite con me!- rispose mamma gatta. Così partirono tutti insieme in fila uno dopo l’altro con Milù in testa.

Intanto anche nel grande Palazzo a casa di Ulrica, si svegliarono tutti. Mamma e papà raccontarono di aver fatto un sogno. La cosa incredibile era che lo aveva avuto anche la bambina. Stesso, identico sogno! Il medesimo che avevano fatto  mamma gatta e  tutti gli altri.                

Poi arrivò la tata. Anche lei raccontò di aver avuto durante la notte quel sogno. Infine arrivarono anche il poliziotto con Orfugio cane segugio; anche a loro era apparsa la stessa visione notturna. Si misero tutti a raccontare e a discutere per capire cosa volesse dire loro quel sogno e dove fosse Alina. Anche Titti quel mattino, telefonò a Vico  e meravigliati per aver sognato la stessa cosa,  partirono verso la casa di Ulrica e famiglia.

Persino Din-Don che non si allontanava mai dal suo trespolo ed era solitamente mezzo addormentato, volò fuori dal terrazzo e vide che sotto casa si erano riuniti Plato gatto innamorato, Etta la scimmietta, Ivrino gabbiano sopraffino, Rinetta barboncina perfetta, Gennaro e Giggino i due cugini gatti napoletani e persino Festone gatto birbone.            

Con uno sforzo sovrumano anzi, sovrapappagallesco, si catapultò giù da loro, rischiando di stramazzare al suolo. Tutti lo soccorsero e appena si riprese, raccontò il suo sogno che, come potrete immaginare era lo stesso di tutti gli altri!

“…Persino Din-DonCon uno sforzo sovrumano anzi, sovrapappagallesco, si catapultò giù da loro, rischiando di stramazzare al suolo…”

Due ore prima a qualche chilometro di distanza, erano saliti sul  treno diretto a Verona, i tre fratellini scoiattolini: Quirino Quartino e Questella che giunti in città, si unirono alla strana combriccola.

Una forza misteriosa e potente aveva fatto avere loro quella visione nel sonno e li aveva spinti a riunirsi per aiutare la loro amica.

Così, c’erano tre squadre di soccorso alla ricerca di Alina. Avevano cercato Alina nelle principali piazze della città, Ma di lei nessuna traccia. Finchè all’imbrunire, notarono le lunghe  file di persone che entravano dalle porte dell’Arena per l’Opera. Ma certo! Quella sera c’era L’Aida! Compresero solo in quel momento che il luogo pieno di pietre antiche del sogno, era proprio la meravigliosa Arena di Verona.

“..C’erano tre squadre di soccorso alla ricerca di Alina…. Finchè all’imbrunire, notarono le lunghe  file di persone che entravano dalle porte dell’Arena per l’Opera”…

Così, chi in modo legale, pagando il biglietto, chi in modo illegale, entrando di nascosto o volando direttamente sopra il palco, i tre gruppi dei nostri amici, gli uni all’insaputa degli altri, entrarono in Arena per il grande concerto lirico della stagione con la speranza di poter ritrovare l’amata Alina.